mercoledì 11 agosto 2010

È facile sentirsi come il vecchio Holden, a volte

«Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l'autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira».

«La gente pensa sempre che le cose siano del tutto vere».

«E' buffo. Basta che diciate qualcosa che nessuno capisce e fate fare agli altri tutto quello che volete».

«Avrei messo questa regola, che quando venivano a trovarmi nessuno poteva fare cose fasulle. Se qualcuno cercava di fare cose fasulle, doveva andarsene».


«La cosa migliore di quel museo era che tutto stava sempre allo stesso posto. Nessuno si muoveva. Potevi andarci centomila volte, e quell'esquimese aveva sempre appena finito di prendere quei due pesci, gli uccelli stavano ancora andando verso il sud, i cervi stavano ancora abbeverandosi a quella fonte, con le loro belle corna e le belle, esili zampe, e quella squaw col petto nudo stava ancora tessendo la stessa coperta. Nessuno era mai diverso. L'unico a essere diverso eri tu. (...)
Certe cose dovrebbero restare come sono. Dovreste poterle mettere in una di quelle grandi bacheche di vetro e lasciarcele. So che è impossibile ma è un gran peccato lo stesso».

«Un sacco di volte uno non sa che cosa lo interessa di più finché non comincia a parlare di una cosa che non lo interessa di più».

«Non raccontate mai niente a nessuno. Se lo fate, finisce che sentite la mancanza di tutti».

(Il giovane Holden, Salinger)

1 commenti:

Lucia Nadal

Non condivido le parole del vecchio Holden! Finire in una bacheca come nello "Zoo di vetro?" E' bellissimo che oggi sia diverso dal domani e dall'ieri. Ciao

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